La notte sospende
ricatti e rumore.
La gola che pulsa
rammenta al tuo nome
che dopo la botta
rimane il bruciore.
Non sai dirti adesso
che domani andrà meglio:
il tuo cuore spremuto
ha ceduto all'inverno
di speranze e d'amori
promessi all'inferno.
Poi, tutto d'un tratto
la volta celeste
d'Orione s'accende:
questa notte le stelle
non stanno a guardare
il tuo corpo che trema
nell'abbraccio infernale.
Son occhi d'amore,
frammenti di te
a rammentarti che il sole
può splender di più,
che campane dorate
richiamano a festa
mentre vita t'attende
ché d'amore la vesta.
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